Una ricerca del Berlin Studies Center pubblicata nel 2011 rivela che a
Berlino uno studente universitario su 3 farebbe sesso a pagamento per
assicurarsi la retta e avere uno stile di vita soddisfacente. Così il 29,2% dei
francesi e il 18,5% dei polacchi. E in Italia? Ricerche e indagini
sull’argomento scarseggiano. Ma un sondaggio proposto
dal sito Studenti.it illustra che alla domanda ”E’ giustificabile prostituirsi
se non si trova lavoro o non si hanno soldi per studiare?” il 14% ha dichiarato
“è legittimo perchè lo fanno tutti”, mentre per il 20% “dipende dalle
situazioni”. Solo il 67% degli utenti ha risposto “no, perchè c’è sempre
un’alternativa”. E voi cosa ne pensate?
Un anno fa il film
Student Services [Edizione: Germania] Student Services , raccontando una storia analoga, aveva gettato nel
panico la Francia.
Berlino si propone, secondo un recente studio, capitale incontrastata della
prostituzione universitaria.
Nella capitale tedesca uno studente universitario su tre sarebbe disposto ad
accettare un lavoro legato al sesso per finanziare la propria istruzione. E il
dato di Berlino supera quello delle altre due città prese in esame dai
ricercatori, vale a dire Parigi (29,2 per cento) e Kiev (18,5 per cento).
Inoltre è emerso che tra i 3.200 ragazzi iscritti nelle università di Berlino
una percentuale che si aggira attorno al 4 per cento ha già esercitato la
professione più antica del mondo attirata dai facili guadagni. Ma il risultato
che ha maggiormente sorpreso gli autori della ricerca è che non vi è alcuna
differenza di disponibilità al lavoro sessuale tra maschi e femmine.
Il principale incentivo che spinge gli studenti verso la prostituzione - ha
dichiarato Eva Blumenschein - sono gli elevati guadagni portati a casa in poche ore di lavoro. L'aumento delle tasse universitarie in Germania ha dato una forte spinta verso questo fenomeno.
Tra coloro che hanno ammesso di essersi già prostituiti il 52,3 per cento ha
dichiarato di avere un partner fisso, il 49 per cento si definisce
eterosessuale, il 13,3 omosessuale e il 37,8 bisessuale. I guadagni di studenti
e studentesse vanno dai cinquanta ai trecento euro al giorno, con il picco di
una giovane che ha seraficamente quantificato le proprie entrate tra i duemila e
i cinquemila euro a settimana. In contraddizione al fatto che questi ragazzi
siano "costretti" a vendere il proprio corpo a causa della mole di studio e
dell'onerosità delle tasse, emerge il dato che la metà dei giovani riceve
regolarmente un sostegno economico dalla famiglia. Insomma sembra che sia
tramontata, per lo meno a Berlino, l'epoca dello studente squattrinato che
magari divide l'abitazione con altri colleghi e che per avere qualche soldo in
più nelle tasche si adatta a innocenti lavoretti come cameriere, barista o baby
sitter. Tanto è vero che tra le motivazioni che spingono alcuni dei 3.200
universitari berlinesi all'attività sessuale a pagamento vi sono il più elevato
compenso orario rispetto a occupazioni tradizionali, ma anche la ricerca di
avventure e il piacere di fare sesso.

In Italia
il 67% degli utenti di Studenti.it la risposta è no, perchè c'è sempre
un'alternativa. Per il 14% è invece legittimo perchè "lo fanno tutti".
Possibilista il restante 20% secondo il quale dipende dalle situazioni.
A scegliere questo espediente sono
studentesse ma anche casalinghe
benestanti. Poche lo fanno per una reale necessità; la maggior parte lo fa
per potersi permettere "il superfluo", beni di lusso o semplicemente per
trasgredire.
Sono studentesse ma anche segretarie ecc... La disponibilità delle
ragazze è direttamente proporzionale al ceto a cui appartengono per cui più sono
povere e più sono difficili e viceversa. Il motivo per cui lo fanno sono due:
ovviamente i soldi, che servono per il lusso e gli sfizi, ma anche sesso non
convenzionale (...)
fare sesso con sconosciuti senza alcuna
complicazione emotiva." A prostituirsi sono
donne insospettabili, giovani, universitarie ma anche donne della medio/alta borghesia,
sposate, annoiate.
Il passaparola è il sistema a cui ci si affida una volta entrate nel giro,
all'inizio le studentesse usano il web per trovare i primi contatti. Nei forum
specializzati e non (ad esempio olx.it), gli annunci di richiesta e di offerta
sono tantissimi e la frase chiave spesso è "
Un aiuto economico in rose
per una studentessa".
Il
passaparola prevale sempre quando, a prostituirsi, sono invece studentesse
del liceo. Una inchiesta della trasmissione
Le
iene del 2010 aveva denunciato il fenomeno delle baby prostitute,
studentesse di liceo che
lo fanno per potersi comprare accessori firmati o
altri sfizi a cui non hanno accesso con la sola paghetta dei genitori. Il
tutto gestito da uno studente "protettore", che ha la lista dei contatti ed
organizza gli incontri. "
Già non ti senti benestante... in più con la
crisi" racconta una studentessa alle
Iene, inconsapevole di
essere stata registrata
. Ti devi arrangiare in qualche modo, vedi la
compagna di classe sempre perfetta, con la borsetta abbinata perchè lei è più
fortunata... e quindi dici: perchè io non posso?"
La prostituzione spesso non viene vissuta come un espediente mortificante a
cui ci si piega per reali necessità. E' invece un modo facile e veloce per poter
guadagnare tanto e pagarsi gli studi senza fatica, bypassare il problema del
precariato o accedere a beni e servizi di lusso inaccessibili con le sole
risorse di cui si dispone (paghetta, stipendio...).
Non è l'unica alternativa
possibile ovviamente, ma è sicuramente la strada meno faticosa:
"So che
non è una cosa normale, ma cos'altro potrei fare? (...)
Ora mi sto
mettendo da parte un po' di soldi per pagarmi l'iPhone perchè ormai cel'hanno
tutti" racconta una diciassettenne.
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